dolce da riciclo con trucioli di pandispagna

Come fare una torta riciclando i ritagli di pandispagna?

Quest’anno la mia insana passione per le cakes ha generato una produzione inattesa: ritagli di pandispagna o similari a gogò. Le basi per le mie cakes sono realizzate con tante tortine che a loro volta sono ritagliate, livellate, modellate e purtroppo mi ritrovo con tanti scarti dolci. Ora non posso ingozzarmi a colazione di pezzi di pandispagna inzuppati nel the, né pretendere che lo faccia la dolce metà a cui, è notorio, non piacciono i dolci, per cui dopo l’ultima creazione decisamente oversize, e guardando l’indisponibilità del mio freezer di accogliere altra robetta da congelare, mi son detta, qui tocca farsi venire un’idea.

E allora vediamo cosa c’è in giro.

Un pacchetto di panna da montare che aspettava fiduciosa qualche cosa su cui morbidamente appoggiarsi, della cioccolata amara (ma c’era anche della cioccolata pasquale che non ho utilizzato perché al latte) e fragole che ho sacrificato dalla mia colazione con yogurt primaverile.

Ed ecco qui il riciclo delle frattaglie di pandispagna alla mandorla. La ricetta si può decisamente migliorare e sicuramente arricchire, ma la prendo come base di un ragionamento che può essere più articolato circa il riuso di ciò che ci avanza in cucina.

E non solo in cucina.

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fonte foto: www.landezine.com

Il tema del riuso e del recupero di antiche strutture è per noi italiani un argomento molto importante, sia per la quantità diffusa di complessi e luoghi che necessitano di una seconda vita, sia per la capacità delle strutture del passato di integrarsi in usi e visioni contemporanee.

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fonte foto: www.landezine.com

Al riciclo dolce abbino un riuso, naturalmente vegetale, che ha messo in atto, in terra di Francia, un’azione di minimo sforzo e massimo rendimento, insomma una operazione decisamente efficace sotto molti aspetti.

Si tratta delle sistemazioni a verde per il Forte St. Jean a Lione, progetto del gruppo francese In Situ realizzato nel 2005, lavoro aggiudicato attraverso un concorso.

Il complesso è molto articolato e gli edifici, tutti ristrutturati, accolgono una scuola di alta finanza, mentre gli spazi declinano le tante superfici che si snodano sui diversi livelli orografici e morfologici del Forte. Piazze d’armi e spazi in contiguità con edifici e mura fortificate si susseguono ricoperti di materiali diversi, da quelli più minerali a quelli più vegetali.

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fonte foto: www.landezine.com

Ma è sul lato più basso della fortezza che c’è, a mio avviso, l’intervento più interessante, quello del minimo sforzo e del massimo risultato. Si tratta della terrazza inferiore, la fine del percorso di ronda, nel quale i camminamenti sono racchiusi in passaggi stretti e piccole piazzole che si aprono all’interno dei bastioni. Il percorso, che sale e scende lungo le mura, si insinua dentro delle rigogliose ed inaspettate e soffici superfici di prateria fiorita. La morbidezza delle superfici colorate contrasta con l’omogeneità e la durezza delle mura e si pone in una contrapposizione dialettica tra una struttura storica ed un’immagine di naturalità.  L’immagine è a mio avviso molto raffinata perché costruisce, attraverso gli elementi che spesso sono presenti nell’abbandono, come gli incolti fioriti, un momento contemporaneo di equilibrio tra la storia e l’esistenza dell’oggi interpretata in modo sostenibile ed efficace.

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fonte foto: www.landezine.com

Sono proprio le erbacee, perenni ed annuali, in questo caso selezionate come si fa nel giardino, che lavorano come un incolto “addomesticato” e restituiscono questo tratto delle sistemazioni della fortezza, un percorso che contiene molte “tappe”, molti momenti temporali e spaziali, dalla struttura difensiva, al suo abbandono, al suo riuso contemporaneo attraverso un “soffice” progetto vegetale sostenibile.

Con una sapiete manutenzione poi, il manto fiorito è continuamente rigenerato dalle tante fioriture che si susseguono durante tutta la bella stagione.

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fonte foto: www.landezine.com

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Torta di pandispagna riciclato

ingredienti

500 gr di ritagli pandispagna

500 gr di panna da montare

300 gr di cioccolato amaro al 70%

200 gr di fragole

1/2 cucchiaino di cannella (facoltativo)

 

procedimento

nel mixer sminuzzate il pandispagna avendo cura di togliere le parti dure e bruciacchiate

montate la panna (io non la zucchero perché è già dolce il pandispagna)

mescolate la panna e la poltiglia di pandispagna ed eventualmente aggiungere, se piace, la cannella

foderate una teglia apribile con della carta forno e versare il composto panna-pandipagna livellandolo per bene

mettete il composto nel freezer per farlo rapprendere

una volta indurito in composto si può ricoprire la forma con le fragole tagliate a lamelle

a bagnomaria si squaglia il cioccolato fondente spezzettato e si versa lo squaglio sulla torta

si lascia raffreddare e poi si posiziona in frigorifero

un’ora prima di servire mettete la torta al di fuori del frigorifero per farla ammorbidire.

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Una variante è quella di utilizzare una mousse al cioccolato, più morbida oppure ricoprire a specchio il dolce con la cioccolata. Ma a me questo contrasto di cioccolato duro è piaciuto 😉 


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5 Comments

  • 8 anni ago

    😉

  • 8 anni ago

    soffice riciclo, soffice bontà!

  • 8 anni ago

    Bravissimaaaaa, io ci faccio i cake pops con i ritaglia di pan di spagna, ma non ho più tempo per decorarli! Questa mi sembra un’ottima idea. 😉

  • 8 anni ago

    stavo andando a rinfrescare il mio LM ….. mi sa che oggi faccio i grissini! vengo da te e ti chiedo una cosa….

  • 8 anni ago

    Ideona!! Brava

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