Wunderkammer

29 Dicembre 2018
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È stato un anno particolare quello trascorso.

Faticoso, lento e a tratti cattivo.

Sgradevole in sintesi.

Non mi piace fare resoconti, bilanci, nel bene e nel male, preferisco guardare davanti a me e incrociare i miei occhi riflessi in uno specchio che guardano oltre.

Se si perde qualche cosa, qualche cos’altro si acquista. Se gli affetti sono stati veri non si perdono mai, si portano con sé.

Se le cose fatte ci hanno divertito, interessato, sicuramente ci hanno arricchito.

Against all odds – Take a look at me now, il titolo di una canzone di Phil Collins, che adoro, è uno dei miei motti.

Contro ogni “previsione” della nostra vita dobbiamo però cercare di spiazzare, disorientare ciò che ci fa male o ci rende tristi, per cui al contrario, bisogna stupire, meravigliare per rinnovare sempre lo sguardo su se stessi, per farti dire Take a look at me now, guardami ora, sono più forte.

Meravigliare e incantare è quello che ora auguro al mio prossimo e a me stessa perché il bisogno di piccole o grandi bellezze è una condizione da cercare, curare e coltivare per vivere.

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Il mio dolce augurio quindi, per questo nuovo anno è una Wunderkammer, una camera delle meraviglie, un piccolo scrigno in pasta frolla nel quale dolci mirabilia potranno suscitare in noi meraviglie giocose, piccoli incanti dell’anima.

 

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Le Wunderkammer o gabinetto delle curiosità o delle meraviglie erano piccole collezioni private di oggetti che provenivano dal mondo naturale o dall’ingegno dell’uomo, una sorta di piccolo museo personale senza volontà di catalogazione ma con lo scopo di raccogliere ciò che desta curiosità artistica o scientifica.

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Un tavolino, una scrivania o uno scaffale poteva diventare un piccolo angolo nel quale raccogliere in modo caotico queste meraviglie, fino a stanze riempite all’inverosimile o ad armadi nei quali venivano stipati oggetti di ogni foggia e provenienza.

Dal Cinquecento, fino a tutto il Settecento le Wunderkammer stimolarono il collezionismo e aprirono in qualche modo allo sviluppo dell’idea di museo.

Tra le più belle Wunderkammer troviamo quelle che si trovano nella mediateca del Jardin des Plantes a Parigi, una piccola parte della collezione di Joseph Bonnier de La Mosson, ricco nobile che aveva collezionato di tutto, dai fossili a opere d’arte. Quando morì nel 1744 la moglie vendette tutta questa collezione che in parte fu acquistata dal naturalista Buffon per il Jardin du Roi. Oggi queste meravigliose vetrine in legno intagliato e verniciato di bianco le possiamo ammirare con i loro oggetti proprio al Museo di Scienze Naturali al Jardin del Plantes a Parigi.

 

Ma se capitate a Palermo non potete non andare a visitare la “camera delle meraviglie” a Ballarò in un palazzo ottocentesco, niente a che vedere con le Wunderkammer, ma se volete incantarvi dovete visitarla assolutamente.

Scoperta per caso durante una ristrutturazione, questa stanza blu è ricoperta di iscrizioni arabe e probabilmente era uno spazio per la meditazione. Ma questo non si sa con precisione.

Comunque, immergiamoci sempre di più in momenti di bellezza. É questo l’augurio che mi faccio e vi faccio per il nuovo tempo che verrà, un augurio di piccoli incanti e armonie. Auguri.

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