Questo blog, questo spazio per me lieve, è un mio progetto nel quale dolci e giardini costruiscono un altro immaginario fantastico che si realizza attraverso racconti di storie, viaggi, ricette e paesaggi. Costruirò qui alcuni dei miei paesaggi, dolci, vegetali, fatti di città o di genti, di tradizioni o di novità, un mio personale modo visionario che spero aumenti la mia e la vostra curiosità. Qui, come una brava blogger mi devo presentare ma questo per me è un esercizio difficile perché la sintesi della propria vita è sempre un po’ imbarazzante, soprattutto per chi non ama le definizioni. Ci proverò per voi.



 

Sono un architetto e soprattutto un architetto del paesaggio. Vivo e lavoro a Roma da sempre o quasi, ma sono nata davanti al mare di NapoliSono sposata, non ho figli, vivo con tanti gatti e con molte piante; i primi hanno altri padroni o hanno le loro fiere libertà di randagi e sono quindi liberi di muoversi, mentre le seconde sono immobili, ferme dentro i tanti vasi delle mie terrazze. Due comunità da accudire con lievità. Sono una persona che pratica quotidianamente la curiosità e la pazienza. Ho diversi interessi che coltivo senza costanza, li faccio affiorare quando ne ho bisogno. In sintesi queste le cose con le quali mi confronto quasi quotidianamente e che mi piace fare: mi piace leggere, studiare, scrivere e disegnare, ascoltare, cucinare e fare giardinaggio, mi piace ascoltare storie e guardare film, mi piace l’arancio come colore. Ho la passione della fotografia dai tempi in cui sviluppavo le mie foto in bianco e nero in una camera oscura improvvisata. Mi piace viaggiare, soprattutto da sola o quasi. Per me il viaggio è un’esperienza di crescita emotiva personale e i viaggi importanti sono quelli solitari nei quali non sei distratto e senti tutto, gli odori, i rumori, le forme del paesaggio, senti il movimento della gente, senti i tuoi passi. Un lato del mio carattere? Una curiosità silenziosa e una capacità di osservazione acuta che mi è stata riconosciuta nel tempo, ma che so di avere da sempre. Insomma, più che parlare, è l’osservare la mia attività prediletta. Cosa non mi piace? Il fegato, cucire, avere le vertigini, la maleducazione e la presunzione, l’insana distrazione del prossimo, chi non rispetta le file e poi l’umidità, quella che ti arriccia i capelli. La detesto.

Il resto di me lo potete scoprire dentro questo mio lungo racconto, dentro questo blog, se vi va.

monica sgandurra


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